venerdì 15 febbraio 2008

Lettera ad una moglie

Da questa maledetta citta' ti ho gia' scritto 26 volte e tu mi hai scritto 17 lettere.. Ora ti scrivo ancora una volta,poi mai piu'.. Ecco, l'ho detto, ci ho pensato a lungo cercando la maniera di formulare questa frase cosi' importante e dirti tutto in modo, pero', da non farti tanto male.. Mi congedo da te, perche' la decisione e' stata presa stamattina..Non voglio toccare nella mia lettera l'aspetto militare della questione: e' un fatto che riguarda solo i russi.. Si tratta soltanto di vedere per quanto tempo ancora noi dureremo: ancora un paio di giorni o un paio di ore.. Abbiamo davanti agli occhi la nostra vita.. Ci siamo rispettati e amati e abbiamo atteso per due anni.. E' stato giusto, in un certo senso, che il tempo ci abbia diviso: ha aumentato il desiderio di rivederti, ma ha pure facilitato di molto il distacco.. Ed e' il tempo che puo' rimarginare la ferita per il mio mancato ritorno.. In gennaio avrai 28 anni: e' un'eta' molto giovane per una donna tanto bella, ed io sono contento di averti sempre potuto fare questo complimento.. Sentirai molto la mia mancanza, ma non sfuggire agli altri per questo.. Lascia passare un paio di mesi ma non di piu'.. Non dimenticare che devi vivere per i figli, non darti tanta pena per il loro padre.. I bambini dimenticano in fretta, soprattutto alla loro eta'..Guarda bene all'uomo che scegli, stai attenta ai suoi occhi e a come stringe la mano, come abbiamo fatto noi, e non sarai delusa.. Una cosa soprattutto: educa i bambini a diventare gente che puo' camminare a testa alta e che puo' guardare in faccia a tutti.. Ti scrivo queste righe col cuore pesante.. Del resto tu non mi crederesti, se ti dicessi che mi e' facile scrivere cosi', ma non ti preoccupare, non ho paura di cio' che avviene.. Ripetilo sempre e continuamente e anche ai bambini, quando saranno piu' grandi, che il loro padre non e' mai stato un vigliacco e che anche loro non dovranno esserlo mai..



-- Francesco --

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